martedì 16 maggio 2017

undicesima lezione presso l'universita dell'essere umano


In politica, come in altre attività di coordinamento ed in generale in qualsiasi professione sappiamo tutti che sono importanti due aspetti.
Il primo è la professionalità, il know how, , l’esperienza, ecc ecc. Non mi dilungo nel descrivere tale qualità perché non serve: nell’attuale società distorta dove la competitività è la norma e la crescita è l’imperativo ci hanno insegnato che DEVI essere migliore degli altri in una ipotetica scala infinita dove godi per quelli sotto e soffri per quelli sopra, quindi solo infelicità e sofferenza.
Il secondo che viene sempre ritenuto meno importante è l’aspetto umano.
Ed è questo che può salvarci.
Ogni persona ha peculiarità negli aspetti caratteriali, comportamenti , abitudini, cultura ecc
Ogni persona ha dei talenti ed alcuni sono nascosti. Neppure lui li conosce, devono uscire allo scoperto ma ci sono.
Come ben saprete se avete studiato le lezioni precedenti secondo il mio metro generale e non particolare l’essere umano per essere chiamato tale deve avere almeno queste tre componenti:
libertà , naturalità e consapevolezza.
Se non sei libero non puoi fare nulla poiché nelle tua condizione di schiavo non puoi affatto vivere, sei solo un robot che esegue gli ordini dati in modo automatico con qualche sprazzo di umanità (magari durante le ferie…).
Se non sei naturale e totale nell’essere e nell’azione ed ogni cosa scaturisce solo dalla mente torniamo al punto di partenza: sei solo un robot che esegue le sue abitudini, frutto dei condizionamenti precedenti ed ormai inseriti in modo permanente nella tua “ram” , l’inconscio: per cui non ti accorgi neppure di cosa stai pensando, facendo.
Essere naturali non è una qualità che solo alcuni hanno ma si può coltivare: con delle pratiche psico fisiche di consapevolezza e con il contatto di madre natura, un contatto vero e profondo. Per questo le nostre città sono purtroppo inadatte a questa trasformazione.
Per farvi un esempio di perfezione in questo senso pensate allo sciamano dei nativi Americani (i veri Americani con la A maiuscola che sono stati ovviamente trucidati dai famosi cow boy , una cozzaglia di delinquenti armati e senza cervello e soprattutto senza umanità, molto diversi da quello che ci volevano far credere nei film che abbiamo visto da piccoli).
La consapevolezza è fondamentale: “sono arrivato, sono a casa, nel qui e ora” e quindi vedo cosa succede intorno a me e dentro di me, perché lo vivo e scelgo i pensieri e le azioni e non il contrario.
Quanto sono la maggior parte del tempo in questo stato (perché sempre secondo me è impossibile per molti e possibile solo per alcuni) la mia energia scende in parte dal cervello dove la concentriamo sempre più in basso, verso il cuore.
Questo è importante perché quando l’energia arriva al cuore è possibile vivere l’esperienza dell’amore vero vero: senza condizioni, senza fine, senza bersaglio, così come il sole si espande con i suoi raggi verso qualunque cosa senza escludere: include perché è universale.
Quello che i Buddhisti chiamano compassione: includere e non escludere , in inter-essere in cui ogni cosa vivente e non fa parte di un tutto che si influenza a vicenda in ogni istante: come diceva un famoso scrittore “il volo di una farfalla qui sulla terra può influenzare una stella in un’altra galassia”, ogni nostro pensiero o azione è profondamente legato a tutto ciò che ci circonda.
Ma torniamo alla politica.
La politica dovrebbe essere un servizio dato dalle migliori persone presenti in una comunità (tipo il militare una volta) per un tot di tempo e poi basta (dai due ai cinque anni al massimo),volontario e quindi retribuito con la stessa retribuzione precedente della persona (ovviamente tutto spesato, almeno). Queste persone possono rendere un grosso servizio offrendo in dono le proprie capacità ed esperienze unendo la loro unicità e umanità per rendere migliore l’organizzazione delle cose comuni e la vita di tutti.
Senza tante parole vi farò due esempi degli unici due uomini politici (che io conosco) che rientrano in tutto o in parte nel mio concetto di umanità: Nelson Mandela e José Mujica (ancora in vita: ex presidente della repubblica dell’Uruguay).
Cominciamo a lavorare per questa umanità.
Alessandro Orlandi
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In politics, as in other coordination activities and in general in any profession we all know that two aspects are important.
The first is professionalism, know-how, experience, etc. ecc. I do not dwell on describing this quality because it does not work: in the present distorted society where competitiveness is the norm and growth is the imperative they have taught us that you will be better than the others in a hypothetical infinite scale where you enjoy those under and suffer For those above, so only unhappiness and suffering.
The second that is always considered less important is the human aspect.
And that is what can save us.
Every person has peculiarities in character, behavior, habits, culture, etc.
Each person has talents and some are hidden. He does not even know them, they have to go out and find out.
How well will you know if you have studied the previous lessons according to my general meter and not particularly the human being to be called such must have at least these three components:
Freedom, naturalness and awareness.
If you are not free you can not do anything because in your slave condition you can not live at all, you are just a robot who automatically executes your orders with some humanity spell (maybe during holidays ...).
If you are not natural and total in being and in action, and everything comes from the mind, let's go back to the starting point: you're just a robot that performs its habits, the result of the previous conditioning and now permanently inserted into your "ram ", The unconscious: so you do not even realize what you're thinking, doing.
Being natural is not a quality that only some have but can be cultivated: with physical psychic practices of awareness and with the touch of mother nature, a real and profound contact. That is why our cities are unfortunately unsuitable for this transformation.
To give you an example of perfection in this regard, think of the Shaman of native Americans (the true Americans with the A capital that were obviously slain by the famous cow boy, a bunch of armed and brawny criminals and especially without humanity, very different from that That they wanted to make us believe in the movies we've seen from little ones).
Awareness is crucial: "I came, I'm home, here and now" so I see what happens around me and inside me, because I live and choose thoughts and actions and not the other way around.
How much of my time is in this state (because I always think that it is impossible for many and possible only for some) my energy falls in part from the brain where we focus it all the way down to the heart.
This is important because when energy reaches the heart it is possible to experience the experience of true love: without conditions, without end, without target, as the sun expands with its rays to anything without excluding: it includes why Is universal.
What the Buddhists call compassion: to include and not exclude, in inter-being, in which everything is alive and is not part of an all-influencing one at a time: as a famous writer said, "the flight of a butterfly here on Land can affect a star in another galaxy, "all our thoughts or actions are deeply tied to everything around us.
But let's go back to politics.
Policy should be a service given by the best people present in a community (like the military once) for a while and then enough (from two to five years at most), voluntary and therefore paid with the same person's previous salary (Of course everything is worth it, at least). These people can make a great deal of service by offering their skills and experiences by joining their uniqueness and humanity in order to better organize common things and the lives of all.
Without so many words I will give you two examples of the only two political men (whom I know) that fall entirely or partly into my concept of humanity: Nelson Mandela and José Mujica (still alive: former president of the Uruguay republic).
Let's start working for this humanity.
Alessandro Orlandi



lunedì 8 maggio 2017

utopia di un dipendente


Dalla mia esperienza ho notato alcune cose per cui non funziona la comunicazione nelle aziende.
Che siano piccole, medie o multinazionali i rapporti interpersonali sono fra gli stretti collaboratori, mentre la cosiddetta “padronanza” rappresenta un miraggio soprattutto nelle multinazionali.
La distanza fra questi e quelli diventa incolmabile e le interpretazioni dei messaggi dei vari manager “di mezzo” provocano distorsioni e incomprensioni.
Parliamoci chiaro: ognuno in questo mondo, specialmente nel mondo del lavoro tende a fare il proprio interesse e spesso questa solida verità non viene affrontata come se fosse scomoda e fastidiosa.
Non è forse normale che il datore di lavoro tenda a far dare il massimo ai collaboratori pagandoli meno possibile nello stesso tempo non è forse normale che i dipendenti cerchino di fare meno possibile guadagnando sempre di più?
Tutto questo tenendo conto che il messaggio fondamentale di fondo che questa società ci impone è di crescere smisuratamente aumentando i profitti per avere una solidità che consenta la prosecuzione della vita dell’azienda.
E’ un po’ come se ogni giorno ognuno di noi andasse al supermercato comprando del cibo a lunga conservazione e stipandolo in casa perché...non si sa mai nei momenti di magra potrei morire di fame.
Come noi dipendenti impieghiamo i nostri danari lo sappiamo bene, non serve che io lo elenca qui ma sappiamo anche che siamo sempre “sul filo del rasoio” perché tutto sommato la vita è rischiare, è portare se stessi ai propri limiti ed andare oltre, dunque vi immaginate la noia?
Nelle aziende invece che fine fanno i fiumi di denaro che vengono creati dai profitti anno dopo anno? Chi lo sa? Oltre agli investimenti , che sono il sacrosanto modo di creare un futuro il resto dove finisce?
Qual è il futuro che stiamo creando per i nostri figli, nipoti e pronipoti (sempre che ci saranno) ?
Secondo me l’unico vero scopo per cui un’azienda debba esistere è la felicità dei suoi dipendenti e dei suoi clienti, con il giusto profitto per sopravvivere, niente di più.
Non è una forma di comunismo aziendale ma credo l’unico modo per poter creare una vera etica aziendale capace di far sopravvivere l’uomo su questo pianeta.
Si perché non ci scordiamo che le risorse utili alla sopravvivenza sono ben oltre consumate ormai e ci vorrebbero due pianeti per far andare avanti questa maledetta crescita che si sta mangiando tutto proprio tutto il nostro futuro!
Nelle aziende spesso vengono fatte riunioni, date disposizioni ma sempre a riguardo di obiettivi economici: aumentare il fatturato, crescere sui margini, diminuire gli stock, aumentare la fidelizzazione dei clienti ecc ecc
Il 99,9% delle persone mentre sente queste disposizioni pensa: “ e io cosa ci guadagno, come al solito niente o la solita pacca sulla spalla?”. Parliamoci chiaro, la motivazione manca e diventa la solita: se l’azienda non riesce a fare questo andrà male e quindi potresti essere licenziato ecc ecc…. Ecco avete capito di cosa parlo? Della paura. Nelle aziende si motivano i collaboratori ancora come migliaia di anni fa si faceva con gli schiavi: con la paura.
Mai sentito che un’azienda dica: no, io prima di tutto voglio che chi lavori qui sia felice e appassionato per quello che sta facendo, che sia presente nel quieora mentre lavora: pensate a quale risultato avrebbe un’azienda con collaboratori di questo tipo sui clienti?
Credete che non si possa fare?
Io credo di si.
Sono sicuro di si.
Basta volerlo.
Alessandro Orlandi

From my experience I noticed some things that communication in companies does not work.
Whether small, medium or multinational, interpersonal relationships are among the close associates, while so-called "mastery" is a mirage especially in multinationals.
The distance between these and those becomes unbreakable and the interpretations of the messages of the various "middle" managers cause distortions and misunderstandings.
Let's be clear: Everyone in this world, especially in the world of work tends to make their own interest and often this solid truth is not addressed as if it were uncomfortable and annoying.
Is it not normal for an employer to try to make the most of its employees by paying them less than possible at the same time, is it not normal for employees to try to make less profit by gaining more and more?
All this taking into account that the fundamental message that this company imposes on us is to grow tremendously by increasing the profits to have a solidity that will allow the company to continue its life.
It's a bit like every day we go to the supermarket by buying long-lasting food and putting it in the house because ... you never know when I'm lean I could starve.
As we employees use our money we know it well, I do not need to list it here but we also know that we are always "on the razor wire" because all together life is risking, is to bring ourselves to your limits and go further, therefore Do you imagine boredom?
In the end-to-end businesses do the rivers of money that are created by profits year after year? Who knows? In addition to the investments, which are the sacrosanct way of creating a future the rest where it ends?
What is the future we are creating for our children, grandchildren, and grandchildren (when ever there)?
In my view, the only true purpose for which a company has to exist is the happiness of its employees and its customers, with the just profit to survive, nothing more.
It is not a form of business communism, but I believe the only way to create a true corporate ethic that is able to survive man on this planet.
It is because we do not forget that the resources that are useful to survival are far more than consumed now and we would like two planets to keep this damned growth going on all of our future!
Meetings, arrangements, but always on economic goals are often made in companies: increasing revenue, increasing margins, decreasing stocks, increasing customer loyalty etc. etc.
99.9% of people feel these arrangements thinking, "and what do I gain, as usual, or the usual pouch on my shoulder?" Let's be clear, motivation lacks and becomes the usual: if the business fails to do this it will go bad and so you could be fired etc etc .... So you understand what I'm talking about? Of fear. Employees continue to motivate their employees as thousands of years ago they did with the slaves: with fear.
Never heard of a company say no, I first want that whoever works here is happy and passionate about what she is doing, that she is present in her while she works: think about what result she would have a company with such collaborators About customers?
Do you think that can not be done?
I think so.
I'm sure you did.
Just want it.
Alessandro Orlandi

lunedì 6 febbraio 2017

Il triangolo della salute


Spesso sento dire alle persone intorno a me: mi fa male qui, ho un dolore la, devo prendere quel medicinale oppure devo andare a farmi vedere. Insomma voglio dire che spesso ci accorgiamo della presenza del nostro corpo solo quando abbiamo un problema: un dolore, una contrazione muscolare, un'articolazione che non si muove bene...
"Normalmente" non ci pensiamo, il corpo va da se, si arrangia con le sue risorse e la sua intelligenza e soprattutto molti credono di essere qualcosa di diverso da un insieme di corpo-mente-anima.
Tutti questi tre aspetti andrebbero curati sistematicamente con la prevenzione ed una cura approfondita in quanto sono il mezzo per poter interagire con la realtà introrno a noi. Altrimenti possiamo solo curare nel momento del bisogno ma andiamo incontro a sofferenze, effetti collaterali, spendiamo tempo e denaro per curare dei mali che potremmo non avere. Il famoso triangolo della salute della chinesiologia applicata spiega molto bene questo principio: ogni lato rappresenta un aspetto e quando si trovano in armonia abbiamo un triangolo perfetto con tre lati uguali (equilatero) mentre invece con la preminenza di un aspetto invece di altro si viene a creare una figura disarmonica.
Ad esempio quanti di noi si informano rispetto alla funzionalità del nostro corpo in tutte le sue parti? Come tenerlo sempre allenato e "lubrificato" al meglio per avere una buona prestazione e soprattutto per evitare sofferenze? Ad esempio lo sport non è solo competizione ma soprattutto cura del proprio corpo o meglio del nostro sistema globale.
Per chi fa poco moto o comunque non riesce a mantenere una costanza nel tempo e nella quantità viene in nostro aiuto l'arte del massaggio attraverso il quale un operatore esterno crea dei movimenti che ridanno giovamento alla varie parti del corpo ed in varie modalità: la muscolatura con tocchi particolari, le articolazioni drenando il sistema linfatico che è la sua lubrificazione ed anche la nostra parte meno densa con movimenti che influenzano le energie che attraversano i nostri corpi cosiddetti più "sottili".
Fare almeno un massaggio alla settimana o meglio due al mese può aiutare il sistema globale a ritrovare in parte la sua armonia e prevenire gran parte dei piccoli malanni , senza uso di fastidiose medicine ed eliminando quindi effetti collaterali. La spese è quasi la stessa dei farmaci ma sicuramente l'effetto è più piacevole.

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Often I hear people around me: it hurts me here, I have a pain, I have to take that medication or do I go to show myself. In short I want to say that often we notice the presence of our body only when we have a problem: a pain, muscle contraction, joint that is not moving well ...
"Normally," we do not think, the body goes without saying, gets by with its resources and its intelligence and above all many believe to be something other than a set of body-mind-soul.
All these three aspects should be treated systematically with the prevention and a thorough care as are the means to be able to interact with the reality introrno to us. Otherwise we can only treat in times of need, but we run to suffering side effects, we spend time and money to cure the ills that we may not have. The famous triangle of health of applied kinesiology explains very well this principle: each side is one aspect, and when they are in harmony we have a perfect triangle with three equal sides (equilateral) whereas with the pre-eminence of one aspect rather than another it comes to create a discordant figure.
For example, how many of us are informed with respect to the functionality of our body in all its parts? How to keep it always trained and "lubricated" at best to have a good performance and above all to avoid suffering? For example, the sport is not only competition but above all care of their bodies, or best of our global system.
For those who make a slight motion or otherwise fails to maintain consistency over time and in the amount it comes to our aid the art of massage through which an external system creates movements which restore joy to the various body parts and in various modes: with special touches muscles, joints draining the lymphatic system that is its lubrication and also our share less dense with movements that affect the energies that run through our bodies more so-called "thin".

Make at least one massage a week or better two a month can help the global system to regain some of its harmony and prevent much of minor ailments, using annoying medicine and the consequent side effects. The cost is almost the same drug but the effect is definitely more enjoyable.

La mente umana



La mente umana è un fantastico strumento che può creare bellezza, conoscenza e benessere. Per fare ciò deve appunto essere, uno strumento in mano alla consapevolezza e non un padrone che ci governa come burattini.
Per accorgersi se la mente governa o è governata basta fare attenzione ai propri pensieri:siamo noi a decidere o arrivano "da soli" e senza sosta?
Ed inoltre i pensieri che riguardano il passato o il futuro generano solo sofferenza ed ansia e ci fanno perdere l'unico istante eterno che ha senso vivere pienamente e totalmente: qui e ora, l'adesso.
Quando "siamo nel presente" la mente smette in parte o totalmente di funzionare e la nostra consapevolezza diventa testimone della realtà: può essere un momento estatico e molto rilassante oppure un momento come tanti altri.
Inoltre non dobbiamo dimenticarci l'esistenza di un "sottofondo" molto potente che quasi sempre sfugge al nostro controllo: l'inconscio, ovvero una mente che governa i comportamenti cosiddetti "automatici" e le abitudini e che affonda le sue radici anche oltre la nostra stessa esistenza, sconfinando in un sapere comune dell'essere umano.
Proprio come un iceberg mostra solo la punta così la mente mostra solo la parte conscia ma al di sotto esiste la porzione più consistente e difficile da controllare.
--------------------------------------------------------------------------------The human mind is an amazing tool that can create beauty, knowledge and well-being. To do so must be precisely, a tool in the hands of consciousness and not a master who rules us like puppets.
To notice when the mind governs or has just ruled to pay attention to their thoughts: we decide or come "on their own" and on and on? And also thoughts about the past or the future only generate suffering and anxiety and make us lose the only eternal instant that it makes sense to fully and completely live: here and now, the right now.
When "we are in this" mind stops in part or in whole to function and our awareness becomes a witness of reality can be a very relaxing and ecstatic moment or a moment like so many others.
Also we must not forget the existence of a "substrate" very powerful that almost always out of our control: the unconscious, or a mind which governs the so-called behavior "automatic" and habits, and that has its roots beyond our very existence, trespassing in a knowledge of the human being common.
Just like an iceberg only shows the tip so the mind shows only the conscious but below there is the largest portion and difficult to control.

La storia dell'ignoranza


La storia dell'ignoranza si ripete ciclicamente. I primi cristiani furono perseguitati perché le istituzioni (Impero Romano) temevano un effetto destabilizzante dal fatto che chi si dichiarasse “il figlio di Dio” sostenesse che siamo tutti uguali e fratelli e che l'amore è la suprema spiritualità.
Giordano Bruno fu bruciato sul rogo dai Cristiani per la sua enorme intelligenza e le sue intuizioni della verità. Giovanna D'Arco lo stesso perché “le voci e le visioni” non potevano essre frutto di una spiccata sensibilità verso l'Ignoto , ma solo diaboliche menzogne di una strega...
Albert Einsten fu insultato dai suoi insegnanti a scuola che sottolinearono la sua inferiorità rispetto agli atri compagni.
Potrei continuare per pagine ma il succo è uno solo: l'ignoranza della massa contro l'intelligenza che è solo individuale.
L'intelligenza non è qualcosa di misurabile con stupidi test o la quantità di informazioni con cui una persona si riempe inutilmente la mente come un computer.
Io credo che una persona si possa dire intelligente per quanto riesce ad essere se stessa nel modo più naturale, attingendo con l'intuito ad un sapere immenso universale che è disponibile per noi esseri umani nella misura in cui affiniamo la nostra consapevolezza.
La consapevolezza esiste solo in assenza del pensiero compulsivo e delle emozioni che determina.
Anche oggi giorno in cui la cultura ufficiale prevede che ogni “bravo schiavo” sia aderente alla cultura imperante, chiunque provi ad esprimere se stesso , la sua profondità, il suo interessere con il Tutto e l'Esistenza e quindi la nascita di una nuova consapevolezza, non viene capito: perché nessuno pensa individualmente, con la sua mente libera, i suoi sensi, il suo cuore ; apponiamo etichette come ci hanno insegnato in modo meccanico in base alle credenze assimilate... cosa c'è di umano in questo? Dove è finita la consapevolezza? Dove è finita la compassione in ogni atto quando viene dal nostro cuore?
Tutti si ergono a giudici degli altri pensando di essere superiori, in una scala infinita che diventa una orrenda giostra colma di orribili sofferenze, per noi e tutti.
Userò un esempio basato sulla mia esperienza.
Io stò cercando di compiere questo viaggio a piccoli passi verso la mia comprensione attraverso pratiche di meditazione, di connessione con altre persone che stanno facendo lo stesso viaggio, tramite la condivisione delle proprie emozioni e difficoltà. 
Ho avuto una ispirazione da alcuni maestri che hanno fatto questo percorso ed ho cercato di comprendere portando a me stesso quella qualità di consapevolezza.
Alcuni di questi maestri sono Osho, Tich Nath Han, Eckhart Tolle, Ramana Maharshi, Mooji.
Ho conosciuto anche tante persone che hanno seguito e conosciuto personalmente questi Maestri ed ognuno di loro è per me importante.
Ho conosciuto anche persone che non seguivano alcun maestro e nessuna disciplina e tantomeno le religioni ufficiali ed una in particolare rappresenta per me il vero faro, il vero maestro a cui attingere per la mia crescita spirituale, in un bellissimo cammino conune che continuerà per sempre.
Non parlo di religioni o sette o cose del genere. Questi uomini sono come dei catalizzatori: la forza delle loro parole se pur solo parole riesce a farci fare qualche piccolo passo verso la consapevolezza e verso un progresso spirituale.
La loro energia , vibrante se vivi ed a noi vicini ma anche dopo lasciato il corpo riesce a smuovere i nostri cuori e le nostre emozioni facendo un altro passo... e mattoncino dopo mattoncino costruiamo la nostra e altrui salvezza verso la fine della sofferenza ed una nuova vita, un nuovo mondo che parte da noi stessi.
Non pretendo che nessuno capisca , approvi o ancora peggio segua i miei consigli ma mi aspetto almeno il rispetto verso ogni essere umano come io rispetto ogni essere vivente facente parte di questa meravigliosa esistenza. Io sono voi e voi siete me, Noi siamo Uno.
Alessandro Orlandi
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The ignorance history repeats itself cyclically. The early Christians were persecuted because institutions (Roman Empire) feared a destabilizing effect that those who declared himself "the son of God" once said that we are all equal and brothers and that love is the supreme spirituality.
Giordano Bruno was burned at the stake by the Christians for his enormous intelligence and his insights of truth. Joan of Arc the same because "the voices and visions" could not essre result of a marked sensitivity towards the Unknown, but only evil lies of a witch ...
Albert Einstein was insulted by his teachers at school that emphasized its inferiority to the other companions.
I could go on for pages but the gist is the same: the ignorance of the mass against the intelligence that's just personal.
Intelligence is not something measurable with stupid tests or the amount of information by which a person is needlessly fills the mind as a computer.
I believe that a person can be said smart as able to be herself in the most natural way, drawing with the intuition of a universal knowledge immense that is available to us as human beings insofar as we refine our awareness.
Awareness exists only in the absence of compulsive thoughts and emotions that determines.
Even today, the day when the official culture provides that any "good slave" adheres to the dominant culture, anyone who tries to express himself, its depth, its inter-be with the Whole and the existence and thus the birth of a new consciousness , you do not understand why no one thinks individually, with his clear mind, his senses, his heart; we put on labels as we were taught mechanically based on similar beliefs ... what is human in this? Where is the knowledge? Where is the compassion in every act when it comes from our hearts?
All stand in judgment of others thinking they are superior, in an endless staircase that becomes a horrible carousel filled with horrible suffering, for us and all.
I'll use an example based on my experience
I'm trying to accomplish this journey in small steps towards my understanding through with meditation practices, connecting with others who are doing the same journey, by sharing their emotions and problems.
I had an inspiration from some teachers who have made this journey and I tried to understand myself bringing that quality of awareness.
Some of these teachers are Osho, Tich Nath Han, Eckhart Tolle, Ramana Maharshi, Mooji.
I also met many people who have followed and personally met these Masters and each of them is important to me.
I also met people who did not follow any master, and no discipline, much less official and one in particular religions is for me the true beacon, the real master to draw upon for my spiritual growth, in a beautiful way conune that will continue forever.
I do not speak of religions or sects or anything. These men are like catalysts: the power of their words even if only words can make us do some small step toward awareness and to spiritual progress.
Their energy, vibrant and if you live close to us but also after leaving the body unable to stir our hearts and our emotions making another step ... and brick by brick we build our and others' salvation to the end of suffering and a new life, a new world that part of ourselves.
I do not claim that no one understands, approves or worse still follow my advice but I expect at least respect for every human being as I respect every living being is part of this wonderful existence. I am you and you are me, We are One.
Alessandro Orlandi

sabato 28 gennaio 2017

ne questo ne quello


Chi sono io? Cosa c'è di davvero importante in questa vita che sto vivendo?
Sto realmente vivendo come vorrei e in conformità a quello che realmente sono, oppure i miei pensieri, le mie azioni e addirittura quello che penso di vedere di fronte a me sono solo il risultato dell’illusione postami da tutte le influenze avute da quando sono nato?
Qual è il nocciolo a cui devo tornare per fare il punto zero? Dove si trova il mio vero centro?
Centinaia di domande a cui si potrebbero dare altrettante risposte, ma non è questo il punto.
Proviamo a fare come i Deva, a dire quello che non sono?



- Non sono il mio nome e cognome,il mio sesso, la mia razza, la mia nazionalità...ecc ecc: sono targhette che mi sono state affibbiate in base ad un semplice “caso” geografico, o altro. Se io fossi nato in Africa… Se non potessi cambiare nessuna di queste realtà la mia libertà sarebbe semplicemente finta e inesistente.
Inoltre tutte queste etichette le posso facilmente modificare in un attimo e sarei sempre lo stesso, o no? Provate a scambiare due bambini appena nati ( ad esempio un israeliano ed un palestinese) e darli alle nuove famiglie. Quando cresceranno diventeranno quello che la società intorno a loro determinerà di essere ed anche provando a raccontare loro di questo scambio avvenuto alla nascita, pensate che cambierebbe qualcosa, oltre allo shock?



- Non sono il mio lavoro. C’è chi si identifica fortemente con quello che “produce” e ciò può essere positivo ma dipende dai punti di vista. Esempio:
Se fossi il miglior progettista di mine anti-uomo al mondo per una grande industria di armi sicuramente avrei un lavoro che mi fornisce fama e molto denaro e quindi una bella vita dal punto di vista materiale ma pensando alle conseguenze dei miei progetti cosa ho veramente prodotto se non sofferenza e morte? Che utilità ha avuto questo mio “lavoro”?
Qualcuno so che starà pensando: “qualcuno deve farlo perché anche se è uno sporco lavoro permette di mantenere degli equilibri tra vita e morte e tra il più forte ed il più debole similmente a quanto detto da Darwin riguardo l’evoluzione della specie”…eccetera eccetera… bla bla bla”.
Gli equilibri per me sono ben altri: collaborazione, armonia, compassione, senso di appartenenza ad un'unica umanità, integrazione e convivenza, rispetto, pace, obiettivi volti alla serenità e non all’accumulo di ricchezza….ecc ecc



- Non sono i miei pensieri, la mia mente. Questo non è vero del tutto ma in parte. I pensieri fanno parte di me nella misura in cui mi attraversano in quell’istante ma non sono prodotti da me e quindi non sono me. La semplice dimostrazione di questa realtà avviene allorquando in una fase meditativa riesco a “vedere i miei pensieri” e piano piano svaniscono…qualcosa rimane vigile in quel momento di non-mente? Certo che si altrimenti starei dormendo o sarei morto. Ergo : non siamo i nostri pensieri. I pensieri non sono ovviamente fisici ma neppure sottilmente, stiamo parlando solo di un processo.



- Non sono il mio corpo: e qui si va sul difficile. Io ho un corpo ma non sono quello. (Ne questo ne quello). Il corpo mi permette di collegarmi e interagire con l’esterno e l’interno tramite le mie emozioni, ma non sono neppure le emozioni, variabili come il tempo atmosferico.
Posso concepire tutto questo grazie alla mia autocoscienza che è pura consapevolezza, il testimone che guarda i miei pensieri, il mio corpo e le mie emozioni.
Il corpo è un fantastico mezzo, una macchina meravigliosa ed intelligente di cui mi dovrei sempre meravigliare e provare lo stupore del bimbo di fronte al mare la prima volta.



La realtà è che noi siamo tutte queste cose e nessuna di esse in assoluto, facciamo parte di un sistema vivente interconnesso di cui abbiamo perso la consapevolezza.
Alcune persone vivono in modo infelice parte o tutta la loro vita spesso a causa della loro identificazione con il possesso di oggetti o modi di essere inutili: grosse quantità di denaro, fama e successo, la casa più grande e bella, l’auto più grossa e potente, il cellulare o il computer più nuovo, il corpo più bello e ammirato, la collezione di fidanzate/i.
Tutto quello per cui vale la pena di vivere solitamente non ha alcun valore per questo tipo di persone ed effettivamente non ha alcun valore misurabile: essere amati ed amare, avere comprensione profonda, vivere in pace e serenità, raggiungere alti picchi di consapevolezza, riuscire ad avere accettazione non passiva, salute del corpo e della mente, dedicarsi al proprio e altrui progresso spirituale…
Ne questo ne quello.
Un abbraccio a tutti      da Alessandro Orlandi
Who am I? What's really important in this life that I'm living?
I'm really living as I would like and in accordance to what they really are, or my thoughts, my actions, and even what I think I see in front of me are just the result of illusion put to me by all the influences had since I was born ?
What is the core to which I must return to do the zero point? Where is my true center?
Hundreds of questions that you could give as many answers, but it is not the point.
We try to do as the Devas, to say what they are not?

- I am not my name, my gender, my race, my nationality ... etc. etc. They are tags that I have been buckled under a simple "case" geographical, or otherwise. If I had been born in Africa ... If you could not change any of these actually my freedom would simply fake and non-existent.
Moreover all these labels I can easily change in a moment and I would always be the same, or not? Try to swap two newborn children (for example, an Israeli and a Palestinian) and give them to new families. When they grow up to become what society around them and also determine to be trying to tell them about this exchange occurred at birth, you think that it would change something, in addition to the shock?

- I'm Not my job. There are those who strongly identifies with what they "produce" and this can be positive but it depends on your point of view. Example:
If I were the best designer of anti-personnel mines in the world for a large arms industry surely would have a job that provides me fame and money and therefore a good life from the material point of view, but thinking about the consequences of my projects what I really Product if not suffering and death? What use had this my "job"?
I know someone who must be thinking: "someone has to do it because even though it's a dirty job allows you to maintain the balance between life and death and between the strongest and weakest similarly to what was said by Darwin about the evolution of the species" and so on ... etc ... bla bla bla ".
The balance for me are quite different: cooperation, harmony, compassion, sense of belonging to a common humanity, integration and coexistence, respect, peace, serenity and objectives of the non-accumulation of wealth ... .etc etc.

- I am not my thoughts, my mind. This is not true of all but partly. The thoughts are part of me to the extent that through me at that moment but are not produced by me and therefore are not me. The simple proof of this fact takes place when in a meditative phase can "see my thoughts" and vanish floor plan ... something remains vigilant in that moment of no-mind? Sure I'd be sleeping or otherwise I would be dead. Ergo: we are not our thoughts. Thoughts are obviously not physical but even subtly, we are only talking about a process.

- I'm not my body: and here we go on the hard. I have a body but I am not that. (As this nor that). The body allows me to connect and interact with the outside and the inside by my emotions, but they are not even the emotions, variables like the weather.
I can conceive of all this because of my self-consciousness that is pure consciousness, the witness watching my thoughts, my body and my emotions.
The body is a fantastic medium, a wonderful and intelligent machine that I should always be surprised and experience the wonder of the child in front of the sea the first time.

The reality is that we are all of these things and none of them ever, we are part of a living system interconnected that we lost consciousness.
Some people live in miserable so some or all of their lives often because of their identification with the possession of objects or ways of being useless: large amounts of money, fame and success, the largest home and beautiful, the biggest car and powerful, the phone or the newest computer, the most beautiful body and admired, the girlfriends / i collection.
Everything that is worth living usually has no value for this type of people, and indeed has no measurable value to be loved and to love, to have deep understanding, to live in peace and serenity, reach high peaks of awareness, be able to have not passive acceptance, health of body and mind, focusing on their and others' spiritual progress ...
Do this nor that.

Hugs to all   from Alessandro Orlandi

venerdì 8 aprile 2016

Intuizioni

La bellezza e complessità dell'essere umano sono immense almeno quanto la sua stupidità , in quanto non riesce a vedere e comprendere le gioie di fronte a lui.
Satyam Alessandro Orlandi
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The beauty and complexity of the human being are immense as much as his stupidity, as it fails to see and understand the joys in front of him.
Satyam Alessandro Orlandi

sabato 26 marzo 2016

wake up


Svegliatevi, l'incubo è finito. Aprite gli occhi e guardate il sole davanti a voi. La notte è finita ed ora inizia il giorno. Dal momento in cui sai chi sei e ti guardi attorno tutto quello che normalmente ti sembra realtà capisci che è solo una giostra, un palcoscenico dove tutti hanno un ruolo, ma senza saperlo.
Devi solo scendere dalla giostra ed ascoltare una solo timida vocina tra tutti quelli che urlano dentro la tua mente.
Spegni la tv, abbandona i social media se non per comunicare e soprattutto filtra con la tua coscienza tutto quello che ti dicono, non credere alle favole!
Fino ad ora ti hanno fatto credere che devi fare questo e quest'altro, devi avere paura di qualcun altro perché è diverso da te e soprattutto devi continuare a lavorare come uno schiavo per pagare un debito prodotto dalle loro meschine manovre bancarie. Ma il debito in realtà non esiste: è solo un'invenzione delle banche centrali creata ad arte per renderti sempre più schiavo dei loro piani e manovrare la tua vita per non farti svegliare.
Per questo il mondo dell'educazione è sempre più improntato sulla concorrenza e la furbizia e sempre meno sulla collaborazione e l'intelligenza. Se ci fossero in giro tante persone che sanno usare la loro mente anziché esserne schiavi non potrebbero manipolarli per i loro piani.
E poi questi piani, vogliamo parlarne? Cosa te ne fai di tutto il potere e di tutta la ricchezza del mondo quando non c'è amore nel tuo cuore per poter vedere la bellezza, la felicità e godere della libertà di questa splendida vita?
Cosa ve ne fate di questo illusorio immenso potere se il risultato è solo morte, guerre, sofferenza e soprattutto tanta ignoranza e paura?
Apriamo i nostri occhi e guardiamo il mondo con la nostra coscienza ben attenta e senza giudicare: dobbiamo essere testimoni senza implicazioni e confronti, solo guardare, solo il guardare dal cuore e attraverso i sensi.
Guardiamo, ascoltiamo, annusiamo, gustiamo e tocchiamo la vita ogni giorno cogliendo ogni attimo come un regalo e ringraziando l'esistenza per tutta la bellezza che esiste, tutti noi insieme senza divisioni, io sono loro e loro sono me, senza separazioni perché siamo una cosa sola, un unico piano divino universale che coesiste in un solo attimo: ora.
Namastè
Satyam Alessandro Orlandi
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Wake up, the nightmare is over. Open your eyes and look at the sun in front of you. The night is over and now begins the day. From the moment you know who you are and you look around everything normally it seems really understand that it is only a carousel, a stage where everyone has a role, but without knowing it.
You just off the carousel and listen only a timid little voice of all those who scream inside your mind.
Turn off the TV, abandons the social media except to communicate and especially filters with your conscience all that they tell you, do not believe in fairy tales!
So far they have made you believe you must do this and that, you have to be afraid of someone else because it's different from you and above you have to continue to work as a slave to pay a debt produced by their petty banking maneuvers. But the debt does not really exist: it is just an invention of the central banks created on purpose to make you more and more a slave of their plans and maneuver your life so you do not wake up.
This is why the world of education is increasingly focused on competition and the cunning and less and less on collaboration and intelligence. If there were so many people around who know how to use their minds instead of being slaves could not manipulate them to their plans.
And then these plans, we want to talk about it? What do you do with all the power and all the wealth of the world when there is no love in your heart to be able to see the beauty, happiness, and enjoy the freedom of this beautiful life?
What do you do with this illusory immense power if the result is only death, wars, suffering, and especially so much ignorance and fear?
We open our eyes and look at the world with our well-attentive conscience and without judgment, we must be witnesses without implications and comparisons, just watching, just watching from the heart and through the senses.
Look, listen, smell it, taste, and touch their lives every day taking every moment as a gift and thanking the existence for all the beauty that exists, all of us together without divisions, I am them and they are me, no separations because we are a one, one universal divine plan that coexists in a single moment: now.
Namastè
Satyam Alessandro Orlandi


venerdì 18 marzo 2016

Cosa ricordiamo delle persone?



Oggi pensavo a cosa ci resta nella memoria quando pensiamo ad una persona. Cosa ricordiamo fondamentalmente ed in modo automatico pensando ad una determinata persona? L'aspetto fisico, il suo modo di fare, il suo carattere, quello che fa nella vita?
Credo che ognuno dia priorità all'aspetto che più si avvicina alla nostra concezione di identificazione.
Chi sono io?  e quindi Chi è Lui?
In realtà tale distinzione è solo fittizia in quanto frutto di un illusione di separazione... ma se vogliamo restare con i piedi per terra parliamo solo degli aspetti psico fisici relativi alla nostra attuale esperienza fisica di qui e ora.
Io quando penso a qualcuno mi collego istintivamente alla mia parte più emotiva, quella cosiddetta del cuore. Penso e ricordo soprattutto quei momenti in cui questa persona ha mostrato la parte più tenera della sua umanità, con un gesto carino, delle parole dolci, di conforto o magari un sorriso, un abbraccio.
Credo che queste siano le cose più importanti e soprattutto per quanto mi riguarda sono le cose che lasciano un segno nella mia memoria e nel mio cuore.
E voi a cosa pensate?
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Today I was thinking of what remains in the memory when we think of a person. Basically what we remember and automatically you are thinking of a particular person? The physical appearance, his manner, his character, what he does in life?
I think everyone gives priority aspect that is closest to our conception of identification.
Who am I? and then Who is He?
In reality, this distinction is only fictitious as the result of an illusion of separation ... but if we keep our feet on the ground we speak only of mental and physical aspects of our current physical experience of the here and now.
When I think of someone I connect instinctively to my most emotional part, the so-called heart. I think, and I remember especially those moments when this person showed the most tender part of his humanity, with a nice touch, the sweet words of comfort or even a smile, a hug.
I think these are the most important things and especially for me are the things that leave a mark in my memory and in my heart.
And you what do you think?

mercoledì 16 marzo 2016

Essere un insegnante

http://www.huffingtonpost.it/2016/03/14/stephen-hawking-racconta-_n_9456884.html?utm_hp_ref=scienza#
http://www.huffingtonpost.it/2016/03/14/stephen-hawking-racconta-_n_9456884.html?utm_hp_ref=scienza#

Essere un insegnante è molto di più che fare l'insegnante poiché il risultato del suo ottimo lavoro è inestimabile: creare un onda positiva che si diffonde nel futuro fino a plasmarlo. 
Abbiamo bisogno di ottimi insegnanti non di ottimi voti , di creatività e non pappagalli , di individui e non persone assoggettate alla cultura di massa.
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Being a teacher is much more than to be a teacher as the result of his good work is invaluable: create a positive wave that spreads in the future to shape it.
We need good teachers not excellent grades, creativity and not parrots, individuals and persons not subject to mass culture.


martedì 8 marzo 2016

Possibile e impossibile

video


Si funziona proprio così : da quando sei un bambino e ti dicono questo si, questo no, quest'altro è possibile , quello è impossibile : sono tutte stronzate . Il tuo cuore , la parte di essenza più pura dentro di te sa, conosce , è lì che attende il tuo intento. Abbiamo tutti uno scopo e quando lo seguiamo non ci può fermare nulla .
Namaste 
Alessandro Satyam Orlandi
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It works just as well: since you were a child, and everyone around you say: this is, no, this one is possible, what is impossible: all bullshit.
Your heart, the part of the purest essence inside you know, he knows, is there awaiting your intent. We all have a purpose and when we follow him we can not stop anything.
Namaste
Alessandro Orlandi Satyam

Cosa ci stiamo perdendo ?


Cosa ci stiamo perdendo?
Sono ormai mesi che mi frulla nella testa un pensiero: sto realmente vivendo consapevolmente facendo delle scelte la mia vita oppure sono intrappolato in un'illusione da me stesso creata ad arte insieme a milioni di persone?
Se ne potrebbe parlare con migliaia di parole arrivando a diverse risposte più o meno plausibili e quindi un ulteriore perdita di tempo.
Quindi vi dico: spegnete sto cazzo di Facebook e trovatevi un posto immerso nella natura, fate una passeggiata o comunque un'attività motoria che vi scarica e nel contempo vi rilassa e poi osservate, semplicemente osservate la bellezza della natura che vi circonda, senza pensieri e senza giudizi, valutazioni o altre menate...
Esiste solo chi guarda ed il guardare... ed il resto?
Io lo farei ogni giorno per un bel po', fino a quando non sorge una consapevolezza nuova, una nuova naturalità che sorge dal profondo di noi stessi: quella vocina flebile dentro noi stessi che prova a dirci qualcosa da quando siamo nati, disturbata da mille voci e rumori assordanti di tutti quelli che ci stanno intorno e che vogliono o no inculcarci qualcosa.
Se sentite questa vocina potrà dirvi qualcosa di simile a questo:
"Lo senti questo immenso dolce suono del silenzio?: Sei tu, è tutto, è..."
Sentilo più spesso se puoi
Proviamoci almeno, altrimenti questo sogno che costruiamo ogni giorno pare senza senso oppure viene usato dagli altri per scopi poco naturali, dove non esiste la consapevolezza e la libertà.
Satyam Alessandro Orlandi
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I am now months that I blend in the head a thought: I'm really living consciously making choices of my life, or are trapped in an illusion of myself crafted along with millions of people?
If she could speak with thousands of words arriving at different more or less plausible answers, and then a further loss of time.
So I say: I'm fucking turn off Facebook and someplace place surrounded by nature, take a walk or otherwise motor activity that will download and at the same time relaxes you and then look, just observe the beauty of nature that surrounds you, no worries and without judgments, assessments or other shits ...
There is only the viewer and look ... and the rest?
I would do it every day for a while ', until it is a new awareness, a new naturalness that rises from the depths of ourselves: that small voice inside ourselves trying to tell us something since we were born, disturbed by a thousand voices and loud noises of all those who are around us, and they want it or not inculcate something.
If you hear this little voice will tell you something like this:
"Do you feel this immense sweet sound of silence ?: Are you, is everything, is ..."
Feel it more often if you can
Let's try at least, otherwise this dream that we build every day seems meaningless, or is used by others for unnatural purposes, where there is no awareness and freedom.
Satyam Alessandro Orlandi

lunedì 7 marzo 2016

Ricco o felice ?


Tutti gli istanti della vita passata e futura hanno una loro valenza , un valore che è approssimativamente proporzionale a quello che ti serve per progredire . 
Se fai una breve meditazione cercando di far apparire del tuo passato i più intensi istanti scoprirai che in gran parte sono legati a vivere nel quieora qualcosa legato all'amore, alla bellezza , alla consapevolezza...
Vuoi veramente essere ricco di denaro oppure è preferibile essere felice?
Possibilmente tutti e due oppure...
La seconda che hai detto! 😀 
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All the moments of the past and future life have their value, a value approximately proportional to what you need to progress. If you do a short meditation trying to bring up your past the most intense moments you will find that for the most part are bound to live in hereandnow something related with love, beauty, awareness ... Do you really want to be rich in money or better to be happy? Possibly both, or ... The second you said! 😀

sabato 14 novembre 2015

La soluzione è dentro di noi



Pubblico la copertina del libro di Terzani perchè come lui rispose al libro di Oriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio"  dopo l'attentato dell'11 settembre , anche io credo che la risposta non sia nella guerra ma dentro di noi.
Non si può non essere contro chi fa degli ostaggi e spara con un mitra contro chi sta tranquillamente cenando al ristorante, questo è ovvio come anche il fatto che questi atroci delitti vadano puniti applicando la legge ma non ci scordiamo che coloro che compiono questi assurdi atti e s'immolano per una causa senza senso al servizio delle multinazionali delle armi e quant altro sono anch'essi vittime e uomini, come noi lo siamo.
Non esiste possibilità di rispondere all'odio con l'odio, non funziona.
Occhio per occhio rende il mondo cieco, diceva Gandhi.
Chi ha armato questi uomini? Chi li ha convinti a suicidarsi per uccidere altre persone innocenti solo per urlare "Allah è grande" ? Che senso ha creare il terrore in una città senza aver colpito alcun importante centro nevralgico politico o militare ?
Quante persone vengono uccise ogni giorno nel mondo in guerre si e no conosciute e nessuno ne da notizia?
Il terrore creato dal fatto che il 20% del pianeta ha l'80% delle ricchezze comincia a trasferirsi nel nostro paradiso terrestre ed è necessario iniziare a fare i conti con la sostenibilità del tipo di vita che stiamo facendo e soprattutto che "loro" stanno facendo...
Provo profonda tristezza e compassione per tutte le vittime di Parigi ma anche per i loro carnefici che non sono altro che pedine sacrificabili di una serie di livelli di comando che giocano con la vita delle persone nel mondo. Anche per loro provo compassione perchè la loro è una triste vita : basata sull'accumulo di ricchezze inutili che non potranno portarsi nella tomba.
Le vere ricchezze sono dentro di noi: la nostra gioia di vivere, l'amore, la bellezza, la consapevolezza.
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Public book cover of Terzani book because as he responded to the book by Oriana Fallaci, "The Rage and the Pride" after the attacks of September 11, although I believe that the answer is not in the war but within us.
One can not be against those who make the hostages and shoot with a machine gun against those who are quietly having dinner at the restaurant, this is obvious as the fact that these heinous crimes should be punished by applying the law but do not forget that those who make these absurd acts and immolated for a cause no sense to serve multinational companies of weapons and whatever else they too are victims and men, as we are.
There is no possibility to answer hatred with hatred, is not working.
An eye for an eye makes the world blind, Gandhi said.
Who armed these men? Who convinced them to commit suicide to kill other innocent people just to shout "God is great"? What sense does it create terror in a city without hitting any major nerve center of political or military?
How many people are killed every day in the world wars and is not known and no one from the news?
The terror created by the fact that 20% of the planet has 80% of the wealth begins to move in our paradise and you have to start to deal with the sustainability of the type of life we ​​are doing and especially that "they" are doing ...
I feel deep sorrow and sympathy for all victims of Paris but also for their tormentors that are nothing more than expendable pawns of a series of command levels playing with the lives of people in the world. I feel compassion for them too because theirs is a sad life: based on the accumulation of unnecessary wealth that can not take to the grave.
The true wealth is within us: our love of life, love, beauty, awareness.

sabato 10 ottobre 2015

Le qualità della bontà e della bellezza


Le qualità della bontà e delle bellezza
So già che questo post diventerà a breve impopolare come chi lo scrive. Ebbene sappiate che anche io fino a 10 anni fa mangiavo carne e pesce ed il prosciutto, il salame chi non lo trova buono?
Poi è avvenuto dentro di me un cambiamento: da un giorno all'altro quello che fino a poco prima era una delizia io lo guardavo e vedevo la miriade di sofferenze provocate per produrlo. Era solo un pezzo di cadavere martoriato di un essere senziente la cui vita era stata resa un inferno su questa terra.
Come potevo MANGIARLO?  Quali qualità oltre a quelle chimiche (già discutibili) avrei assorbito con tutta quella sofferenza?
Avete mai visto cosa succede in un allevamento, intensivo o no e poi in un macello?
Come potevo essere COMPLICE tante TERRIFICANTI violenze?
Io ero loro e loro erano me. Non c'è distacco, non differenza, siamo tutti vivi e la vita è un dono che non possiamo permetterci di togliere, specialmente in quel modo e senza motivo perchè esistono cibi buoni e sani di ogni genere senza creare sofferenza.
Quindi quando vedo chi posta le foto di prosciutti, carne alla brace, magari ricordando qualche allegra scampagnata , non provo rancore ma vedo me stesso tanti anni fa e spero che tutti un giorno seguano questo percorso.
Vorrei farvi solo ricordare che quel pezzo di carne che esibite con tanto orgoglio è solo un cadavere di un essere vivente che è stato sottoposto ad ogni tipo di sofferenza fisica e psicologica.
Tutto qui.
Fate le vostre scelte ma sempre consapevoli.
Quali sono le qualità della bontà e delle bellezza secondo voi?
Satyam
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The qualities of goodness and beauty
I know that this post will soon become unpopular as the writer. Well I also know that until 10 years ago, ate meat and fish and ham, salami who does not find it good?
Then it happened within me a change: from day to day what until recently was a delight I watched him and I could see the myriad of suffering caused to produce it. It was just a piece of battered corpse of a sentient being whose life was made hell on earth.
How could I eat it? What qualities in addition to those chemicals (already questionable) I absorbed all that suffering?
Have you ever seen what happens in a herd, intensive or not, and then in a slaughterhouse?
How could I be so many COMPLICE CREEPY violence?
I had them and they were me. There is no separation, no difference, we are all alive and life is a gift that we can not afford to take off, especially in that way and for no reason because there are good and healthy foods of all kinds without creating suffering.
So when I see those who post photos of ham, grilled meat, perhaps remembering some jolly jaunt, I feel no resentment but I see myself all those years ago and I hope that one day all will follow this path.
I would just remind you that piece of meat that exhibited so proudly is just a dead body of a living being that has been subjected to all kinds of physical and psychological suffering.
That's all.
Make your choice but always aware.
What are the qualities of goodness and beauty in your opinion?

mercoledì 30 settembre 2015

L'armonia tra dare e avere


L'armonia tra dare e avere
E' veramente incredibile come certe persone non si accorgono di prendere in giro gli altri dicendogli delle cose che non hanno nessun senso. In realtà invece prendono solo in giro se stessi perché non sono in grado di ascoltare e reggere una conversazione intelligente senza usare il potere che qualcuno altro gli ha dato.
Fanno apparire come dei doveri le loro richieste fuori da ogni regola e molto gravose per le persone e di contro fanno apparire come concessioni cadute dall'alto i normali diritti che dovrebbero concedere.
Forse non hanno capito che l'universo si muove in modo armonioso e quindi continuando sempre a chiedere senza mai dare si arriva ad un punto di impasse.
Questo è molto triste ,ma soprattutto per loro: non riescono a smuovere la mia felicità poiché dipende solo da me!
:-)
Alessandro Satyam Orlandi
--------------------------------------------------------------------------------The harmony between give and take
It 's really amazing how some people do not notice tease others telling of things that have no meaning. In fact instead they take only around themselves because they are not able to listen and hold an intelligent conversation without using the power that someone else gave him.
They look like duties their claims out of every rule and very burdensome for people and make it look like concessions against falls from the normal rights that should be granted.
Maybe they did not understand that the universe is moving harmoniously and then while continuing to ask without ever giving you arrive at a point of impasse.
This is very sad, but especially for them: they can not move because my happiness depends only on me!
:-)
Satyam Alessandro Orlandi

sabato 15 agosto 2015

La sfida dei 21 giorni

Tutti noi abbiamo una routine, quell’insieme di azioni e comportamenti che ripetiamo giorno dopo giorno e che ci fanno sentire al sicuro, almeno così crediamo.
Esistono delle routine di alto impatto e delle routine di basso impatto.
Le routine di alto impatto sono quelle che ci muovono nella direzione desiderata, che ci aiutano a essere meglio, a fare meglio, e alla fine ci portano ad avere di meglio. Sono le abitudini funzionali alla felicità.
Le routine di basso impatto invece sono quelle che ci rubano energia, che ci allontanano dai nostri sogni, che rovinano le nostre relazioni. Sono le abitudini disfunzionali che pian piano ci trasformano nella peggior versione di noi stessi.

Quali routine volete seguire?
Secondo diversi studi, ci vogliono 21 giorni per cambiare o introdurre una nuova abitudine.
Ecco allora una sfida: scegli una o due abitudini tra quelle proposte di seguito e mettila in pratica per 21 giorni.
Facci sapere com’è andata!

1. La mattina presto, fai qualcosa per te
Quanti di voi appena alzati la mattina controllano la mail, Facebook o altri social media? Questo comportamento ci fa essere meno produttivi e meno concentrati su quello che abbiamo programmato di fare. Al mattino, concediti del tempo per te: 15 minuti per  meditazione, esercizi di respirazione, leggere citazioni o blog che ti possano ispirare o semplicemente, gustati la tua colazione con calma e con le persone a cui vuoi bene.

2. Dedica 10 minuti per riflettere su ciò che è andato bene
Ogni sera, prima di andare a dormire, pensa a quello che è andato bene durante la giornata, anche se è un piccolo traguardo o un piccolo segno di fortuna. Questo ti farà pensare a quante benedizioni ci sono nella tua vita, nonostante tutto, e ti aiuterà a proseguire nel tuo cammino di crescita personale.

3. Rappresenta ogni giorno con una foto
Per i prossimi 21 giorni, guarda attentamente quello che ti circonda e scatta una foto a qualcosa che ti colpisce. Poi scrivi una breve didascalia o un paragrafo per descrivere le tue sensazioni. Questo esercizio ti aiuta ad aumentare il focus e apprezzare maggiormente ciò che ti circonda!

4. Dai sfogo alla tua creatività
Creare qualcosa da zero dona un senso di completezza e soddisfazione. Scegli un’attività che ti piace (ad esempio dipingere, disegnare, scrivere, colorare, cucire, ecc) e lascia fluire la tua creatività.

5. Impara qualcosa di nuovo
È risaputo: imparare qualcosa di nuovo ci rende felici. Che siano parole di una nuova lingua straniera, un nuovo hobby o una nuova ricetta, esercitati a imparare qualcosa di nuovo ogni giorno.

 

6. Insegna qualcosa ogni giorno
Anche condividere i nostri doni e talenti unici e metterli a disposizione degli altri ci fa sentire utili e quindi felici. Per che cosa ti chiedono aiuto le persone generalmente? In che modo puoi aiutare chi è intorno a te (in famiglia, con gli amici, al lavoro)?

7. Usa parole positive
Le parole che usi creano il tuo mondo. Per i prossimi 21 giorni, pensa attentamente alle parole che usi per esprimerti. Diffondere positività fa bene a te e a chi ti ascolta!

8. Butta qualcosa che non ti serve
Fare pulizia nell’ambiente esterno aiuta a fare ordine anche nel nostro mondo interiore. Ogni giorno, butta qualcosa che non ti serve. All’inizio potrai avvertire una sensazione di disagio. Molte volte è la nostra paura del distacco che non ci permette di lasciare andare gli oggetti a cui siamo affezionati e di cui pensiamo di non poter fare a meno. Giorno dopo giorno, sarà più facile identificare le cose veramente essenziali e disfarsi di quelle che non ci servono.

9. Migliora la tua dieta
Noi siamo quello che mangiamo. Introduci delle piccole abitudini per migliorare la tua dieta. Bere dell’acqua tiepida, meglio ancora se con del succo di limone, aiuta a eliminare le tossine. Mangiare più frutta e verdura, soprattutto se cruda, ti dona più energia e vitalità. Su www.crudoeservito.it troverai tante risorse gratuite per la tua alimentazione.

10. Fai almeno 20 minuti di esercizio ogni giorno
Prendersi cura del proprio corpo fa sentire bene. Non bisogna sfiancarsi, basta scegliere un’attività che ci piace, come camminare, correre, ballare, meditare ed essere costanti. Ritagliarsi del tempo per noi ci rende più sereni anche con gli altri.

 

Fonte:

http://www.blessyou.me/blog/strategie-positive/la-sfida-dei-21-giorni

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The challenge of 21 days

    
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We all have a routine, that set of actions and behaviors that we repeat day after day and that make us feel safe, or so we believe.
There are routine high-impact and low-impact routine.
The routines of high impact are those that move in the desired direction, which help us to be better, to do better, and eventually lead us to have better. Habits are functional to happiness.
Low-impact routines instead are those who steal energy, which separate us from our dreams, which ruin our relationships. Are dysfunctional habits that gradually transforms us into the worst version of ourselves.

What routine you want to follow?
According to several studies, it takes 21 days to change or introduce a new habit.
Here then is a challenge: choose one or two habits among those proposed below and put it into practice for 21 days.
Tell us how it went!

1. Early in the morning, you do something for you
How many of you just get up in the morning to check email, Facebook or other social media? This behavior makes us less productive and less focused on what we planned to do. In the morning, take some time for yourself: 15 minutes for meditation, breathing exercises, reading quotes or blogs that you can inspire or simply enjoyed your breakfast with calm and with the people you love.

2. Spend 10 minutes to think about what went well
Every night before going to sleep, think about what went well during the day, although it is a small goal or a small sign of luck. This will make you think how many blessings we have in your life, after all, and help you to continue on your path of personal growth.

3. Represents each day with a photo
For the next 21 days, look closely at your surroundings and take a picture of something that hits you. Then write a short caption or a paragraph to describe your feelings. This exercise helps to increase the focus and greater appreciation of your surroundings!

4. Unleash your creativity
Creating something from scratch gives a sense of completion and satisfaction. Choose an activity that you like (for example, paint, draw, write, color, sewing, etc.) and let your creativity flow.

5. Learn something new
It's common knowledge: learning something new makes us happy. They are the words of a new language, a new hobby or a new recipe, practice learning something new every day.

 

6. Teach something every day
Also share our unique gifts and talents and make them available to others makes us feel useful and happy then. What you ask for help people generally? How can you help those around you (family, friends, work)?

7. Use positive words
The words you use create your world. For the next 21 days, think carefully about the words you use to express yourself. Spreading positivity does love you and your listeners!

8. Throw something you do not need
To clean the external environment helps to make order in our inner world. Every day, throw something that you do not need. At first you'll feel a sense of discomfort. Many times it is our fear of separation that does not allow us to let go of the objects to which we are attached and where we think we can not do without. Day after day, it will be easier to identify what is really essential and discard those that do not serve us.

9. Improve your diet
We are what we eat. Enter the small habits to improve your diet. Drink warm water, better still with the lemon juice, it helps to eliminate toxins. Eating more fruits and vegetables, especially if raw, gives you more energy and vitality. On www.crudoeservito.ityou find many free resources for your nutrition.

10. Do at least 20 minutes of exercise every day
Looking after your body makes you feel good. We must not sfiancarsi, just choose an activity that we like, such as walking, running, dancing, meditating and being consistent. Carve out time for us makes us more serene with others.

 

Source:

http://www.blessyou.me/blog/strategie-positive/la-sfida-dei-21-giorni




Libreria della nuova umanità

  • FISH! di S.C.Lundin, Harry Paul e J. Christianses - Sperling & Kupfer Editori
  • Il Bar Celestiale di Tom Youngholm MANDALA Ed
  • Il libro di Mirdad di Mikail Naimy
  • Istruzioni di volo per aquile e polli di Anthony De Mello PIEMME POcket
  • La decima illuminazione di James Redfield MANDALE Ed
  • La Profezia di Celestino di James Redfield MANDALA ED.
  • La via del guerriero di pace di Dan Millman Edizioni IL PUNTO D'INCONTRO
  • Lettere dalla Kirghisia di Silvano Agosti
  • Tutta la bibliografia di Eckhart Tolle
  • Tutta la bibliografia di OSHO
  • Tutta la bibliografia di PAULO COELHO
  • Tutta la bibliografia di Thích Nhất Hạnh
  • Tutta la bigliografia di Ramana Maharshi
  • Una Sedia per l'anima di Gary Zukav MANDALA Ed.

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